giu 23

Pare che Elizabeth Windsor apprezzi Twitter, vista l’abbondanza di post pubblicati attraverso il client TweetDeck.

I post interessanti per questo articolo, tuttavia, sono quelli rivolti a Steve Jobs, nei quali si lamenta del sistema iOS, installato sui famosi iPhone.

Mr Jobs, would it have been a problem to add an English dictionary to iOS4? One is sick of auto-corrected z’s in words requiring an s

No, Mr Jobs, there is no such thing as ‘American English’. There is one’s English and there are mistakes

Mr Jobs, please check that the calculator on Mr Osborne’s iPhone is working.

Questi i post che la regina rivolge direttamente a Steve Jobs, col tono di una piccola discussione fra vecchi amici.

mag 31

chromium-installer

EDIT 7 LUGLIO 2009: Visti gli enormi progressi dell’integrazione di Flash in Chromium, se possedete il file /usr/lib/flashplugin-installer/libflashplayer.so (dovreste possederlo se avete Flash installato) ho caricato una nuova versione dello script che, all’inizio, chiede se configurare Chromium per usare Flash.
Cliccando su OK, Flash verrà configurato, cliccando su Annulla no.

ATTENZIONE: Non garantisco in alcun modo il funzionamento di flash. Io mi son guardato un video e funzionava perfettamente, e dopo 5 minuti ho riprovato e si sentiva solo l’audio. Quindi, se volete provare, fate pure, ma non garantisco che funzioni :)

Questo è uno dei primi script pubblicati dal Linux Club Zogno.

Vi permette di installare l’ultima versione disponibile di Chromium per Linux.
Per chi non lo sapesse, Chromium è un browser open source che, con qualche minuscola modifica (soprattutto l’aggiunta degli aggiornamenti automatici), diventa poi Google Chrome.
La versione Linux di questo (bellissimo) browser è ancora in fase di sviluppo, ma molte cose già funzionano.

Questo script è nato per Ubuntu, ma non dovrebbe essere difficile adattarlo a qualunque altra distribuzione.
È in inglese (siamo internazionali, noi :D ), ma facilmente comprensibile (in pratica, basta premere sempre OK).

Per sicurezza, pubblico le istruzioni, ma non dovrebbe essercene bisogno ;)
Le istruzioni riguardano Ubuntu, e sono scritte in modo tale da essere comprensibili davvero a tutti:

Dal terminale lanciate il comando:
sudo apt-get install -y zenity curl
oppure, se non volete o sapete utilizzare il terminale, da Synaptic (Sistema→Amministrazione→Gestore pacchetti Synaptic) cercate e installate (se già non lo sono) i pacchetti “zenity” e “curl”.
Salvate lo script che trovate in allegato, cliccateci con il tasto
destro e selezionate “Proprietà”.
Andate nella scheda Permessi e selezionate, se non lo è già, la
casella “Consentire l’esecuzione del file come programma”. Cliccate
poi su “Chiudi”.
Ora fate doppio click sullo script e cliccate poi su “Esegui”.
Seguite la procedura.
Dopo l’installazione, è possibile avviare il browser da
Applicazioni→Internet→Chromium Web Browser
Più semplice di così… ;)

Potete scaricare lo script tramite questo link (tasto destro – Salva destinazione con nome)

mag 24

Wolfram Research ha finalmente lanciato Wolfram|Alpha, il tanto acclamato “motore di conoscenza computazionale”. La descrizione un po’ insolita (computational knowledge engine in inglese) è giustificata dal fatto che non si tratta di un motore di ricerca nel senso classico e benché meno di un successore di Google.

A un primissimo sguardo, ci si trova davanti a un servizio in grado di fornire informazioni oggettive su un vasto sottoinsieme della conoscenza umana. Ma l’idea dietro Wolfram|Alpha è ben più ambiziosa, come dimostrato dal primo screencast/demo realizzato da Stephen Wolfram.

Sfruttando infatti il potentissimo e popolarissimo software matematico Wolfram Mathematica, il motore è in grado di effettuare calcoli sulle informazioni ricercate dagli utenti. Ci sono quindi tre componenti in gioco: l’abilità di interpretare correttamente le query in inglese poste dagli utenti, l’abilità di elaborare l’informazione per restituire risultati anche a domande piuttosto complesse e infine, il compito non semplicissimo di mantenere una knowledge base per un vastissimo spettro di conoscenza umana.

Questa è la teoria, o almeno lo scopo ultimo del servizio. In quanto tale Wolfram|Alpha va considerato da subito come un’aggiunta al servizio offerto da Google e non come un sostituto.

Come ci si poteva aspettare, il servizio è ferratissimo quando si tratta di fare calcoli matematici. L’unico limite in questo caso è il tempo massimo imposto ad ogni query per escludere quelle che richiedono un livello di risorse eccessivo. Un esempio di calcolo che viene eseguito senza problemi è “integrate e^-x^2“.

A onor del vero, il servizio è correntemente sotto carico per via della curiosità iniziale che sta suscitando in tutto il mondo, per cui l’esecuzione del calcolo soprastante ci ha mostrato un paio di volte un messaggio di errore con tanto di tributo ad HAL 9000. Il problema però è già stato risolto.

Tra gli esempi mostrati nel sito ce n’è davvero per tutti i gusti, con particolare focus sulle discipline scientifiche e il mondo dell’ingegneria. I risultati sono presentati elegantemente e ben organizzati in forma di tabelle, particolarmente quando si richiede un confronto tra più insiemi di dati. Ci sono anche alcuni simpatici tributi, tra cui riferimenti a Monty Python e a Douglas Adams. Ma come si comporta quando andiamo al di là degli esempi predefiniti dal team di Stephen Wolfram? Si va da risultati esaltanti a risultati del tutto deludenti. Vediamo alcuni esempi.

Partiamo con un confronto tra IBM, Google e Sun. Come potete vedere, i risultati sono decisamente eccelsi. Il confronto è quasi esclusivamente numerico, ma la risposta data da WA è in linea con quanto ci si poteva aspettare. Lo stesso dicasi se cerchiamo informazioni statistiche circa grandi aziende italiane quotate in borsa, come Telecom Italia.

Visto che si tratta di un motore “computazionale” possiamo persino effettuare calcoli partendo dai dati che abbiamo visto essere disponibili nelle tabelle di confronto. Ad esempio: “employees IBM/Google” ci mostrerà il rapporto tra il numero di lavoratori in IBM e Google nel corso degli ultimi anni (attualmente IBM impiega quasi 20 volte il numero di persone che lavorano a Google). Possiamo calcolare le entrate per lavoratore in IBM, calcolando “(market cap / employees IBM)“, ma il motore fallisce nel confrontare questo parametro tra Google e IBM “(market cap / employees IBM) / (market cap / employees Google)” anche se i dati per fare un tale calcolo esistono nella knowledge base (e i valori erano già presenti nella tabella di confronto tra IBM e Google alla riga revenue / employee).

Passando ad altro, possiamo effettuare confronti tra città, come Toronto e Milano, ed ottenere risultati molto utili. È possibile fare calcoli su alcuni attributi soltanto, come ad esempio “population Toronto/Milan” o “distance toronto milan“. Nel primo caso i dati sono solo aggiornati al 2004, forse un po’ troppo vecchiotti anche se stiamo parlando di valori demografici. Il vero problema esiste, se proviamo a confrontare le regioni Ontario e Lombardia. Ci si aspetterebbe un bel confronto demografico ed economico, e invece otteniamo il nulla. Wolfram|Alpha riporta informazioni circa paesini come Montegiorgio, ma non sa nulla di regioni come la Lombardia o province canadesi come l’Ontario (che conta più di 13 milioni di persone). Ci pare questa, una grave carenza del motore. Facile da riparare, certo, ma una vera mancanza in ogni caso.

Se consideriamo per un attimo la ricerca di informazioni circa personaggi di rilievo, ci troviamo dinanzi a un eccesso di zelo nel cercare di rimanere obiettivi ed essenziali. Infatti, cercando Barack Obama, i risultati si limitano a indicarci che si tratta di un capo di stato, e il suo luogo e data di nascita. Saremo forse viziati da Wikipedia, ma almeno una foto, e qualche dettaglio in più ce lo saremmo aspettati. Ad esempio, non sarebbe male indicare per lo meno che è attualmente il 44° Presidente degli Stati Uniti. Ma Wolfram|Alpha riserva questo trattamento per tutti i personaggi famosi. Nel confronto “Paul Erdos vs Euler” ci si aspetterebbe un bel confronto tra questi due grandi e molto prolifici matematici, come ad esempio il numero di pubblicazioni, il numero di pagine pubblicate, le scoperte più significative e così via, e invece i risultati si limitano a confrontare dettagli anagrafici. Un po’ deludente a dire il vero. C’è da notare che WA se la cava piuttosto bene nell’interpretazione di nomi scritti incorrettamente (es. Paul Erddsos).

Il Natural Language Processing (NLP) di Wolfram|Alpha funziona abbastanza da poter scrivere query che vengono interpretate senza grandi frustrazioni, ma non appare nulla di particolarmente rivoluzionario nel campo dell’intelligenza artificiale. È altresì chiaro che non abbiamo a che fare con un Google-killer o Wikipedia-killer, ma solo con uno strumento innovativo che va aggiungersi a quelli esistenti. Detto questo, in altra sede l’ho personalmente definito un passo avanti per l’umanità. E credo ancora in quell’affermazione, per quanto forte possa sembrare.

Siamo dinanzi a un servizio che sarà utile a ricercatori e chiunque abbia bisogno di dati corretti rapidamente. La knowledge base dovrà crescere, alcuni dati dovranno essere aggiornati, e il motore dovrà permettere una maggiore libertà nel tipo di calcoli che possono essere effettuati; ma siamo senza dubbio testimoni della nascita di qualcosa di ambizioso, che ha il potenziale di accelerare almeno in parte l’avanzamento della nostra civiltà.

Fonte: StackTrace.it

mag 20

CyberCrimeFonte: Repubblica
Fra problemi burocratici e logistici ci sono voluti quasi 4 anni, ma alla fine è arrivato. Entro l’estate sarà finalmente inaugurato lo Cnaipic, il Centro anticrimini informatici per la protezione di infrastrutture critiche, la struttura nazionale pensata per proteggere dai cyber crimini tutte le reti e i servizi informatici che erogano servizi essenziali per la nazione. Insomma, lo stato italiano, sempre liberale e liberista quando più fa comodo, si dimostra vincolante sul sistema informatico del paese, paese che è tra i pochi al mondo ad avere internet bloccata.

Il Centro sarà gestito dalla Polizia postale e delle Comunicazioni, e avrà sede a Roma, vicino a Cinecittà. Le attività del centro, ha spiegato Antonello Novellino, il vice questore aggiunto della Polizia postale, consisteranno nel fornire “servizi di intelligence alle infrastrutture reputate di importanza nazionali, attraverso il monitoraggio dei siti, e la raccolta e analisi dei dati. L’obiettivo è essere presenti 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per portare aiuto a queste infrastrutture in caso di attacchi”.

Attacchi che possono avere effetti devastanti. Oggi, infatti, i servizi essenziali – come acqua, luce gas, trasporto su strada, rotaia e aereo – sono erogati attraverso reti telematiche. E un attacco informatico, di matrice criminale o terroristica, diretto a colpire un singolo nodo della rete infrastrutturale, potenzialmente è in grado di azzerare l’intero sistema paese. Per questo l’idea di un centro per la protezione delle “infrastrutture critiche” era stata introdotta per la prima volta dal decreto legge 144/2005, il famoso pacchetto antiterrorismo Pisanu, che assicurava, da parte del Ministero dell’Interno, “i servizi di protezione informatica delle infrastrutture critiche informatizzate di interesse nazionale”.

Quali siano le strutture critiche da proteggere è stato stabilito, nel gennaio 2008, da un decreto del ministero dell’Interno. All’interno dell’area di protezione dello Cnaipic rientreranno Ministeri, agenzie ed enti che operano nei settori dei rapporti internazionali, della sicurezza, della giustizia, della difesa, della finanza, delle comunicazioni, dei trasporti, dell’energia, dell’ambiente, della salute; ma anche la Banca d’Italia e tutte le società partecipate dallo Stato, dalle regioni e dai comuni con più di 500mila abitanti che operano nelle comunicazioni, nei trasporti, nell’energia, nella salute e delle acque. Inoltre lo Cnaipic proteggerà anche ogni altra istituzione, amministrazione, ente, persona giuridica pubblica o privata la cui attività, per ragioni di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, sia riconosciuta di interesse nazionale dal Ministro dell’interno, anche su proposta dei prefetti e delle autorità provinciali di pubblica sicurezza.

“Il decreto, nato per contrastare il terrorismo internazionale, poneva anche nel nostro ordinamento una specifica attenzione al problema della protezione delle infrastrutture critiche nazionali, Non solo in quanto assets strategici, ma quali elementi costituenti la spina dorsale del Paese”, spiega Roberto Setola, segretario dell’Aiic, l’associazione degli esperti di infrastrutture critiche.

“Per questo è importante che si sia giunti a costituire una struttura come lo Cnaipic, che ha il potere di monitorare e prevenire gli attacchi alle infrastrutture, senza dover aspettare di una denuncia per agire”. Lo Cnaipic, infatti, beneficerà degli strumenti investigativi previsti per le attività di contrasto al terrorismo. Il che vuol dire, in parole povere, che il centro potrà – ad esempio – utilizzare intercettazioni di comunicazioni, anche telematiche ed informatiche, con finalità preventive.

Ovvero, prima che l’attacco sia commesso. E le possibilità che ci si possa trovare di fronte a una simile eventualità non sono poche. Attacchi alle infrastrutture critiche informatizzate sono già avvenuti: ne sono un esempio i Titan Rains, nome in codice con cui si indicano gli attacchi che colpirono i computer di tutti gli Stati Uniti nel 2003. O l’ondata di assalti cibernetici su grande scala che subì l’Estonia nel 2007. E nel prossimo futuro episodi del genere potrebbero aumentare. Secondo il World Economic Forum, anzi, esiste una probabilità del 20% che le infrastrutture critiche subiscano attacchi terroristici nei prossimi 10 anni, con un costo economico globale di 250 miliardi di dollari.

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mag 10

L’innovazione è ed è sempre stata, e sempre sarà, una componente fondamentale di ogni settore produttivo, ma dell’informatica in modo assolutamente fondamentale. Ebbene, due giornalisti storicamente a cavallo tra industria tradizionale dell’informazione e rete (Massimo Russo e Vittorio Zambardino) hanno lanciato una disquisizione per ripensare la transizione digitale su basi assolutamente nuove.

Queste idee sono sfociate in un sito web (http://www.ereticidigitali.it/) ed un manifesto, e presto diverranno un libro che potrebbe diventare un cult dell’informatica italiana.

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