ott 24

97923_439605_IMG_8902_8100274_mediumArticolo apparso sull’Eco di Bergamo

Pienone sabato al Linux Day, che si è tenuto presso la facoltà di Ingegneria di Dalmine: c’erano 350/400 persone. La mattinata dedicata ai non esperti si è rivelata un successo: «Quest’anno – dice Ermanno Novali – si è aperto il ventaglio di età: sono venuti più ragazzi giovani e anche più persone di 40/50 anni».

«Oggi – spiega Antonio Milesi – arriva gente che sa già cos’è Linux, infatti sono sempre più frequenti i workshop pratici che insegnano per esempio come costruire un sito web in un’ora o come usare bene certe applicazioni: le introduzioni generali ormai servono poco».

Seguitissimi il match «Windows contro Linux» e il seminario sul «trashware», ovvero come far camminare speditamente vecchi computer che con Xp non ce la fanno più, montando una versione di Linux superleggera ma aggiornata rispetto alle esigenze di oggi.

«Abbiamo visto macchine anche molto vecchie – dice Marco Morosini -. Una bella sfida per noi». Dev’essere la crisi. Il pc di Milesi è un veterano degno di una medaglia, sabato ha preso parte al suo 8° Linux day: «Sta cedendo un po’ la plastica, ma il sistema gira ancora benissimo» dice il suo Administrator.

Molto interesse per la presentazione di Xbmc ed Elisa, che sono dei mediacenter open source (sul genere Apple Tv) e per la presentazione di Android, sistema operativo per cellulari basato su Linux e sviluppato da Google. Ma è stato un vero assalto quello all’Installation Party per provare Linux sui portatili, messi al lavoro soprattutto su Ubuntu 9.10, anche in versione Netbook Remix per i 10 e 9 pollici.

C’erano anche diverse donne al Linux Day: «Io non sono per niente esperta, sono un utente basico – dice ad esempio Sabina Lodetti, impiegata – ma Linux mi è piaciuto subito anzitutto perché si può navigare senza bisogno di antivirus. Poi è comodo: non cambia poi molto se se ne fa un uso semplice. Qui invece sono dei piccoli geni…».

Oltre al BgLug di Bergamo, che ha una sede staccata anche a Gazzaniga per gli utenti della Val Seriana, ora è nato anche un Linux Club a Zogno che lunedì alle 20.30 organizza presso l’oratorio (via XI Febbraio 11) un suo piccolo Linux Day.

ott 01

Se scarichiamo sqliteman o simili da repository (parlo di Jaunty e Karmic, non so nelle altre versioni), scopriamo che usano SQLite3.

Perché allora nei repository non c’è alcun pacchetto chiamato php5-sqlite3? Perché c’è solo php5-sqlite che utilizza il vecchio SQLite2?

Domande che probabilmente resteranno senza risposta. Ma il Linux Club Zogno vi fornisce un comodo pacchetto chiamato appunto php5-sqlite3! Scarichiamolo cliccando qui, installiamolo, riavviamo Apache (o il PC) ed eccoci pronti per usare il magnifico SQLite3 nei nostri script! :)

Troviamo documentazione e tutto ciò che può essere utile sul sito ufficiale della libreria.

ago 03

WinTuxPiù che una scelta, una diretta conseguenza degli avvenimenti precedenti: Microsoft si sarebbe trovata nella condizione di essere costretta a rilasciare i propri driver per l’integrazione di Linux nella sua piattaforma di virtualizzazione Hyper-V sotto GPLv2, poiché secondo quanto riportato la licenza precedente (un misto di closed e open source) violava i termini con cui viene rilasciato il kernel Linux.

Questa la ricostruzione di Stephen Hemminger, noto alla community come Linux Network Plumber, che sulle pagine del suo blog propone una versione differente di come sono andate le cose: trovatosi per caso davanti alla precedente versione dei driver, si sarebbe accorto che ad alcune parti di codice open e licenziato GPLv2 erano linkati staticamente dei binari proprietari assemblati da Microsoft.

Una eventualità esclusa categoricamente dalle condizioni della GPL, dunque una violazione delle condizioni con cui era stato rilasciato il codice open source utilizzato, ma che probabilmente soddisfaceva le condizioni poste dalle varie licenze approvate da OSI utilizzate spesso da BigM per i suoi progetti a sorgenti aperti. Hemminger ha dunque deciso di contattare Greg Kroah-Hartman, dipendente Novell ma soprattutto a capo del team di sviluppo dei driver del kernel Linux, visto che “il legame tra Microsoft e Novell” avrebbe potuto garantire che “Greg si rivolgesse alle persone giuste per risolvere il problema”.

Detto, fatto: ad una domanda precisa della giornalista Mary Jo Foley, Hartman ha confermato la versione di Hemminger e nel frattempo non è ancora giunta alcuna smentita o precisazione da Redmond al riguardo. Dunque, secondo questa ricostruzione le 20mila righe di codice “donate” alla community Linux sarebbero state un atto dovuto più che una scelta deliberata: l’alternativa, laddove qualcuno si fosse preso la briga di tirare in ballo un legale, avrebbe potuto condurre gli interessati in tribunale.

Nel frattempo, in ogni caso, Microsoft sembra averci preso gusto: dopo i moduli per il kernel Linux ha rilasciato un altro componente sotto licenza GPLv2. In particolare, si tratta in questo caso di un software per il settore educativo: un plugin per Moodle, una piattaforma di e-learning, che consente di accedere ai servizi Live (Bing compreso) direttamente all’interno dell’interfaccia già utilizzata da oltre 30 milioni di studenti e professori in tutto il mondo.

Microsoft, almeno apparentemente, si sta aprendo sempre più al mondo Linux, nonostante continui scontri anche su punti chiave (vedi la faccenda dei brevetti). In ogni caso non sappiamo se questa politica continuerà, ma temiamo fortemente che alla fine Microsoft non cederà mai il suo posto, anche se per tecnologie decisamente migliori.

Fonte: Punto Informatico

giu 26

WinTuxLinux è arrivato, come quantità di utilizzatori desktop, all’1% da poco (vedi nostro articolo precedente). Ebbene è nata fra noi una discussione che dopo una riunione si è protratta in mailing list e di cui credi sia giusto riportare l’intervento di Marco Crobu. [Le linee contrassegnate con > sono risposte o affermazioni cui Marco risponde]

Porta ad una persona di livello 0 un pc che non va, che si impala ogni 2 secondi, ma tutto colorato e pieno di cianfrusaglie e sarà felice!!! Ovvero: la cosa importante per la massa è l’apparenza!

> Be non penso che le persone vogliano avere un pc che si impalla ma bello, perchè se si impalla sempre come fa ad esser bello?

Perché? Perché: 1) è tutto colorato! 2) si muove tutto!! 3) ce lo hanno anche gli altri!!! 4) posso vedere Facebook!!!! 5) Non devo sentire termini come “installare”, “compilare” o “firewall”!!!!!

Note:
1) gli effetti che si hanno con Compiz surclassano di gran lunga quelli di Windows standard! Cmq gli effettini grafici durano circa 3 settimane: il tempo di renderti conto che usano un sacco di CPU inutilmente e che non servono a nulla (quelli di Windows durano per sempre ed è molto più difficile eliminarli)
2) Il fatto che si muova tutto non è un grande effetto positivo, in particolare per chi soffre il mar di mare
3) lo hanno anche gli altri perché tutti videogiocano e nessuno sa usaril pc in maniera seria
4) Anche con Linux puoi vedere Facebook
5) Il termine “installare” si usa anche su Windows; solo che il soggetto che installa di solito è uno che è un po’più esperto dell’utilizzatore finale. Il firewall su Windows XP (versioni iniziali) e precedenti manco esisteva di default e si beccava qualsiasi worm (che è un particolare tipo di virus)!

Ok, i motivi non sono questi. Allora qual è il vero motivo?? Molto semplice: la monotonia e l’ignoranza!
Se tu inizi con un certo sistema operativo hai difficoltà a cambiarlo! Poi se usi lo stesso sistema sul lavoro pensi: “se lo uso sul lavoro vuol dire che è buono!”. Infine è difficile andare ad informarsi
sull’esistenza di sistemi operativi differenti da Windows: noi critichiamo sempre Windows, ma in fondo il suo sporco lavoro lo fa! A molte persone interessa solo poter fare le cose più banali col proprio pc.
Non interessa nulla sul fatto di imparare cose nuove (o quantomeno allo studio preferiscono videogiocare). “Scoprire” Linux non è una cosa semplice, a meno di aver qualcuno dietro che ti aiuta, come i propri genitori, gli amici o il nostro gruppo!

> E poi da quello che ho potuto constatare in questi pochi giorni con ubuntu è che non ha nulla da invidiare alla grafica di Windows!!!!

In verità qualcosa manca: coloro che sviluppano i driver (cioè quei programmini che fanno andare le periferiche sul pc) realizzano software solo per Windows (per gli stessi motivi di sopra, oltre al fatto che a loro sviluppare per più di un Sistema operativo costa soldi). Per cui le persone preferiscono Windows.

In verità in verità le persone manco scelgono!! Si trovano già con Windows Vista a bordo e, per i soliti motivi di prima, non cambiano nulla.

Per cui l’ignoranza, l’accidia delle persone e una buona dose di illegalità della Micro$oft (come per la vicenda di Internet Explorer) rende le persone felici di avere certi sistemi operativi sul loro pc!

mag 31

chromium-installer

EDIT 7 LUGLIO 2009: Visti gli enormi progressi dell’integrazione di Flash in Chromium, se possedete il file /usr/lib/flashplugin-installer/libflashplayer.so (dovreste possederlo se avete Flash installato) ho caricato una nuova versione dello script che, all’inizio, chiede se configurare Chromium per usare Flash.
Cliccando su OK, Flash verrà configurato, cliccando su Annulla no.

ATTENZIONE: Non garantisco in alcun modo il funzionamento di flash. Io mi son guardato un video e funzionava perfettamente, e dopo 5 minuti ho riprovato e si sentiva solo l’audio. Quindi, se volete provare, fate pure, ma non garantisco che funzioni :)

Questo è uno dei primi script pubblicati dal Linux Club Zogno.

Vi permette di installare l’ultima versione disponibile di Chromium per Linux.
Per chi non lo sapesse, Chromium è un browser open source che, con qualche minuscola modifica (soprattutto l’aggiunta degli aggiornamenti automatici), diventa poi Google Chrome.
La versione Linux di questo (bellissimo) browser è ancora in fase di sviluppo, ma molte cose già funzionano.

Questo script è nato per Ubuntu, ma non dovrebbe essere difficile adattarlo a qualunque altra distribuzione.
È in inglese (siamo internazionali, noi :D ), ma facilmente comprensibile (in pratica, basta premere sempre OK).

Per sicurezza, pubblico le istruzioni, ma non dovrebbe essercene bisogno ;)
Le istruzioni riguardano Ubuntu, e sono scritte in modo tale da essere comprensibili davvero a tutti:

Dal terminale lanciate il comando:
sudo apt-get install -y zenity curl
oppure, se non volete o sapete utilizzare il terminale, da Synaptic (Sistema→Amministrazione→Gestore pacchetti Synaptic) cercate e installate (se già non lo sono) i pacchetti “zenity” e “curl”.
Salvate lo script che trovate in allegato, cliccateci con il tasto
destro e selezionate “Proprietà”.
Andate nella scheda Permessi e selezionate, se non lo è già, la
casella “Consentire l’esecuzione del file come programma”. Cliccate
poi su “Chiudi”.
Ora fate doppio click sullo script e cliccate poi su “Esegui”.
Seguite la procedura.
Dopo l’installazione, è possibile avviare il browser da
Applicazioni→Internet→Chromium Web Browser
Più semplice di così… ;)

Potete scaricare lo script tramite questo link (tasto destro – Salva destinazione con nome)

mag 07

kernelIl rilascio del Kernel Linux 2.6.30 è ormai alquanto vicino, visto che si è infatti arrivati alla terza release candidate e che probabilmente potrebbe arrivarne una quarta e poi il rilascio finale. È tempo, quindi, di tirare un po’ le somme e capire cosa realmente introduce questo nuovo kernel.

Nelle prime release candidate, a parte l’adozione dell’architettura MicroBlaze e qualche miglioramento sui driver delle schede grafiche, il Kernel Linux 2.6.30 sembra per lo più un rilascio pensato per migliorare il supporto ai filesystem.

La prima novità importante è stata l’introduzione dei due nuovi filesystem NILFS2 e EXOFS, il primo pensato principalmente i dischi a stato solido (SSD), ovvero l’evoluzione delle Smart Card in formato “gigante” ottenendo stabilità e silenziosità, e il secondo utile in applicazioni networked, come quelle offerte dai NAS. Si tratta di due novità, di due filesystem che si aggiungono ai molti già esistenti e che per lo più non si pongono in diretta competizione con nessun altro filesystem.

Oltre a questo sembra che con questa versione del Kernel si inizi a porre la “parola fine” alle tante discussioni che in questi mesi sono state fatte a proposito dei problemi di affidabilità del filesystem EXT4. Infatti questo filesystem, pienamente supportato ad esempio da Ubuntu 9.04, è il futuro per l’ext e porta stabilità e soprattutto una grandissima velocità.

A parte la discussione tecnica, però, vale anche la pena dire che il problema lamentato da diversi utenti su EXT4 non è proprio tutto da attribuire al Kernel e all’implementazione di questo filesystem. Come ogni funzionalità del Kernel Linux, anche le prestazioni e i comportamenti del filesystem EXT4 possono essere tarati utilizzando il filesystem /proc. I problemi lamentati potrebbero essere risolti modificando leggermente i parametri e la configurazione di default di EXT4, e questo è compito di chi “assembla la distribuzione Linux”. Quindi, anche se dirlo è ovvio e banale, il Kernel Linux ha mantenuto con EXT4 un atteggiamento “coerente” lasciando massima libertà in termini di utilizzo e configurazione. Il dilemma su quale sia il confine tra chi sviluppa e chi configura il fileystem EXT4, e più in generale il Kernel Linux, ha giocato nella vicenda un ruolo importante, acutizzandosi nella usabilità percepita dagli utenti.

Altre modifiche presenti nel Kernel Linux 2.6.30 riguardano diverse patch per migliorare le prestazioni della famiglia di filesystem EXT (2/3/4).

Infine, dopo diversi anni si è rimesso mano alla gestione dei filesystem di rete NFS e AFS (la cui configurazione è sempre stata assai complessa e la cui stabilità diventa attualmente ottimale solo dopo lunghe configurazioni e prove sul campo). Finalmente è stata inclusa nel Kernel Linux un meccanismo di caching che aiuta a migliorare le prestazioni di questi filesystem.

Fonte: Oneopensource.it

mag 06

moneyI problemi finanziari sono una realtà sempre più comune, grazie anche al fatto che il clima economico sta entrando in una “stagione monsonica”, e per il no-profit non si fa eccezione. Tale sembra essere il caso di GNOME Foundation, l’organizzazione dietro il venerato e diffusissimo desktop GNOME; infatti l’organizzazione del bilancio 2009 è stata conclusa ed i pensieri preoccupati volgono al 2010.

Uno sponsor – creatura sempre più difficile da trovare – è sempre stato fondamentale per GNOME, pagando per la fondazione di progetti e programmi, nonché fornendo gli stipendi per il suo, per quanto ridotto, di personale. Secondo John Palmieri, tesoriere, la fondazione per il 2009 va bene, ma preoccupa “la proiezione che, senza un significativo afflusso costante di contributi” si troverà di fronte ad una significativa diminuzione di fondi nel 2010. Secondo Palmieri, il colpevole sembra essere la fuga degli sponsor, anche se il direttore esecutivo Stormy Peters ha riferito che GNOME è stata in grado di garantire nuovi sponsor, almeno per il 2009.

Peters, anche se da lungo tempo GNOME-man, è stato nominato boss meno di un anno fa. Sembra essere la sua posizione quella più in pericolo, in quanto un deficit di bilancio nel 2010 potrebbe presentare una scelta tra il mantenimento di Peters ed il finanziamento dei progetti a rischio di taglio, e per la deplorevole posizione in cui si trova, Palmieri descrive la prospettiva di perdere così presto il ruolo di direttore esecutivo, come una “vera e propria tragedia”, dicendo che gli sforzi della “signora Peter” (GNOME) sono enormi per ottenere questo finanziamento. Sulla prospettiva di perdere il suo posto, egli dice piuttosto concisamente: “senza la mia Fondazione sarò meno efficace nella mia missione”.

Sono in corso sforzi per impedire un tale deficit, ma non vi è tempo sufficiente per attivare le proiezioni in giro, se sostenitori non si riveleranno sufficienti. Nel mese di gennaio, la fondazione ha lanciato un nuovo programma, Friends of GNOME, consentendo ai singoli di fare donazioni di $ 10 al mese per il livello “Adotta un Hacker”, così come la possibilità di dare fondi a partire da $ 25 per essere “associati” e di progredire a $ 1200 o più diventando “filantropi”. Palmieri, a nome della commissione di GNOME, chiede a coloro che hanno e coloro che non hanno dato a GNOME nulla per ora di prendere in considerazione questa idea:

<<Mentre siamo già tutti in grado di guardare a questo come un momento di rallentamento per rafforzare i nostri sforzi, vorrei piuttosto guardare a questo come un’opportunità per la comunità per mettere in gioco il futuro della Fondazione e dimostrare che non facciamo esclusivamente affidamento sulle casse aziendali per la crescita di GNOME.
Se non hai donato in passato, ora è il momento di iniziare da diventare un amico di GNOME o donare ad un qualche livello. Se attualmente non puoi donare abbondanti somme a GNOME, dai un’occhiata per vedere se puoi contribuire anche solo con una piccola donazione su base mensile. Ogni piccolo aiuto è valido. Ricorda che questi fondi sono per programmi come le hackfests e le conferenze locali. Ciò va anche a pagare il nostro staff, che aiuta a creare le strategie per facilitare la crescita di GNOME.>>

Maggiori informazioni su come donare alla Fondazione GNOME possono essere trovate sul suo sito Friends of Gnome. Il bilancio 2009 della Fondazione GNOME è disponibile sulla della mailing list della fondazione.

Fonte: Linuxjournal.com
Traduzione e commento: Alessandro Colleoni

mag 04

news_fee7f48ff3c9d351Nonostante il rischio di uno scontro legale per alcuni brevetti tra Microsoft e TomTom si sia recentemente risolto con un accordo tra le parti, un gruppo di sostenitori dei sistemi Linux si è da poco attivato per scongiurare una nuova azione legale questa volta nei confronti del pinguino. Nella vicenda legale con TomTom era infatti emersa la presunta violazione di tre brevetti Microsoft da parte di alcune soluzioni software adottate anche nel Kernel di Linux. Uno sviluppo inatteso che aveva destato non poche preoccupazioni.

A distanza di alcune settimane dal raggiunto accordo tra Microsoft e TomTom, Open Invention Network (OIN) ha rilasciato un appello invitando gli appassionati della comunità open source a esaminare attentamente i tre brevetti in questione al fine di trovare eventuali precedenti utili per mettere in discussione la proprietà dei brevetti da parte di Redmond. OIN mira a identificare istruzioni e indicazioni analoghe a quelle presenti nella documentazione fornita da Microsoft, ma precedenti alla data di registrazione dei tre brevetti. Ciò consentirebbe di liberare le soluzioni tecnologiche in oggetto dai problemi legati alle royalty e da una potenziale iniziativa legale da parte della società di Steve Ballmer.

I tre brevetti in questione interessano: la gestione della lunghezza dei nomi dei file sia per i filename lunghi che per i filename corti, la riduzione di alcuni problemi di compatibilità nei filesystem FAT e la gestione delle memorie flash-EProm. I brevetti in questione sono esattamente i numeri 5.579.517, 5.758.352 e 6.256.642. Al tempo dell’accordo con TomTom, Horacio Gutierrez, consigliere generale per la proprietà intellettuale di Microsoft, aveva utilizzato parole accomodanti nei confronti della comunità Linux sottolineando però come anche il settore dell’open source sia tenuto a rispettare le regole del mercato e dunque anche il sistema dei brevetti e delle royalty. Resta infatti il timore che BigM possa riprovarci, prima o poi: l’ufficio legale di Redmond si è dichiarato piuttosto certo della robustezza delle sue argomentazioni legali, anche se non si è ancora espresso riguardo questo caso, argomentazioni che invece ora ONI spera di riuscire a smantellare.
Lo scopo, tramite la collaborazione degli utenti, è l’individuazione della cosiddetta “prior art”: occorre dimostrare che i tre brevetti e le tecnologie a cui fanno riferimento fossero allo stato dell’arte, cioè esistessero già, prima della richiesta di Microsoft di assicurarsene lo sfruttamento esclusivo

«L’opera di verifica svolta dal portale Linux Defenders offre un’opportunità unica per testimoniare il sapere condiviso, la passione e l’ingegnosità della comunità Linux nell’esplorare al meglio la validità dei brevetti oggetto della recente azione legale contro TomTom. Incoraggio l’attiva partecipazione di tutta la comunità Linux affinché anche le altre società alla ricerca di nuove implementazioni per Linux possano essere meglio informate sulle caratteristiche di questi brevetti» ha dichiarato in un comunicato Keith Bergelt, CEO di Open Invention Network.

La nuova iniziativa di ONI/OIN mira a sgombrare rapidamente il campo da possibili iniziative da parte di Microsoft per tutelare i suoi tre brevetti. L’opera di difesa passa attraverso “Post Issue Peer to Peer Patent”, il portale concepito per revisionare in maniera condivisa i brevetti e scovare la presenza di eventuali richieste di royalty ingiustificate da parte delle società. Grazie al contributo dei tanti utenti che utilizzano il servizio, i responsabili di OIN confidano di giungere presto a una soluzione in grado di mettere al riparo i sistemi Linux e i progetti per il loro futuro sviluppo.

Fonte: Webnews.it, Punto Informatico

mag 03

Anche se le statistiche dicono che la diffusione dell’utilizzo del sistema open source sia ancora marginale, non si può assolutamente dire lo stesso della sua popolarità, che è in netta ascesa.

Secondo Google Trends (servizio Google che permette di valutare la popolarità di una chiave di ricerca e confrontarla con un’altra), le ricerche di Linux stanno superando quelle relative a Windows XP:

ubuntu-vs-xp

Forse qualcuno obietterà che WIndows XP è un prodotto del 2001 e quindi non più considerabile, ma guardiamo Ubuntu rispetto a Windows Vista, prodotto molto contestato ma comunque attuale sistema operativo ufficiale Microsoft:

ubuntu-vista

Voi crederete quindi che sia decisamente diversa la situazione per Windows 7, sistema che giungerà e per cui quindi resta la curiosità del futuro arrivato, ma nella realtà:

ubuntu-windows7

Che dire…. i grafici parlano da se!!! ;)

Fonte: Junauza.com
Alessandro Colleoni e Rinaldi

mag 03

ubuntu_logo_hd_wallpaper

Ubuntu 9.10 “Karmic Koala” avrà il nuovo look tanto atteso? Sembra proprio di no. Pare invece che l’attesa per il nuovo tema grafico sia destinata a durare ancora, forse fino alla versione 10.04, prevista per l’aprile del 2010 (escono sempre 2 versioni all’anno, una ad aprile denominata appunto 04 ed una ad ottobre denominata ovviamente 10, il numero prima del punto è invece l’anno, quindi 10=2010).

La notizia arriva direttamente da Mark Shuttleworth, l’uomo a capo del progetto, che ha affrontato l’argomento nella sessione di domande e risposte che ha tenuto nell’ambito della Ubuntu Open Week, apertasi il 27 aprile. In essa, terminata il 1° maggio, ci sono state discussioni sui progetti più interessanti e sul funzionamento della comunità attraverso il “contatto diretto” con sviluppatori e membri dei vari gruppi di lavoro. Le sessioni si svolgono nel canale IRC #ubuntu-classroom del network Freenode (irc.freenode.net).

Questo probabile ritardo ha molteplici ragioni, a cui si accenna in maniera più o meno diretta. Il Desktop Experience Team, il gruppo di esperti di interfacce utente ed usabilità nato circa sei mesi fa, risulta ancora incompleto e non lavora quindi a pieno regime.

Sembra chiaro poi che Canonical voglia migliorare l’esperienza utente nel suo complesso, prima del tema grafico nello specifico. È quanto dichiarato da Mark Shuttleworth in diverse occasioni e quanto si evince dal lavoro effettivo sull’installer e sulle nuove notifiche di Ubuntu 9.04, chiaramente improntato a migliorare l’ergonomia e l’usabilità generale del sistema.

Un’altra considerazione, ancora, può essere fatta in riferimento a tutto quell’ecosistema di progetti e soluzioni tecniche a cui Canonical attinge per “assemblare” la distribuzione, a cominciare da Gnome e dalle GTK: è possibile che sia necessario aspettare l’evoluzione di questi progetti per realizzare un tema grafico che consenta ad Ubuntu un vero e proprio salto di qualità.

Al di là di queste considerazioni personali, alcuni chiarimenti potranno arrivarci sicuramente dall’Ubuntu Developer Summit, previsto per il 25 di maggio, che ci potrà dire quanto di nuovo effettivamente vedremo in Ubuntu 9.10 e quanto invece sarà posticipato.

Fonte: OSS Blog.it, Blogulate.com