ago 03

WinTuxPiù che una scelta, una diretta conseguenza degli avvenimenti precedenti: Microsoft si sarebbe trovata nella condizione di essere costretta a rilasciare i propri driver per l’integrazione di Linux nella sua piattaforma di virtualizzazione Hyper-V sotto GPLv2, poiché secondo quanto riportato la licenza precedente (un misto di closed e open source) violava i termini con cui viene rilasciato il kernel Linux.

Questa la ricostruzione di Stephen Hemminger, noto alla community come Linux Network Plumber, che sulle pagine del suo blog propone una versione differente di come sono andate le cose: trovatosi per caso davanti alla precedente versione dei driver, si sarebbe accorto che ad alcune parti di codice open e licenziato GPLv2 erano linkati staticamente dei binari proprietari assemblati da Microsoft.

Una eventualità esclusa categoricamente dalle condizioni della GPL, dunque una violazione delle condizioni con cui era stato rilasciato il codice open source utilizzato, ma che probabilmente soddisfaceva le condizioni poste dalle varie licenze approvate da OSI utilizzate spesso da BigM per i suoi progetti a sorgenti aperti. Hemminger ha dunque deciso di contattare Greg Kroah-Hartman, dipendente Novell ma soprattutto a capo del team di sviluppo dei driver del kernel Linux, visto che “il legame tra Microsoft e Novell” avrebbe potuto garantire che “Greg si rivolgesse alle persone giuste per risolvere il problema”.

Detto, fatto: ad una domanda precisa della giornalista Mary Jo Foley, Hartman ha confermato la versione di Hemminger e nel frattempo non è ancora giunta alcuna smentita o precisazione da Redmond al riguardo. Dunque, secondo questa ricostruzione le 20mila righe di codice “donate” alla community Linux sarebbero state un atto dovuto più che una scelta deliberata: l’alternativa, laddove qualcuno si fosse preso la briga di tirare in ballo un legale, avrebbe potuto condurre gli interessati in tribunale.

Nel frattempo, in ogni caso, Microsoft sembra averci preso gusto: dopo i moduli per il kernel Linux ha rilasciato un altro componente sotto licenza GPLv2. In particolare, si tratta in questo caso di un software per il settore educativo: un plugin per Moodle, una piattaforma di e-learning, che consente di accedere ai servizi Live (Bing compreso) direttamente all’interno dell’interfaccia già utilizzata da oltre 30 milioni di studenti e professori in tutto il mondo.

Microsoft, almeno apparentemente, si sta aprendo sempre più al mondo Linux, nonostante continui scontri anche su punti chiave (vedi la faccenda dei brevetti). In ogni caso non sappiamo se questa politica continuerà, ma temiamo fortemente che alla fine Microsoft non cederà mai il suo posto, anche se per tecnologie decisamente migliori.

Fonte: Punto Informatico

giu 26

WinTuxLinux è arrivato, come quantità di utilizzatori desktop, all’1% da poco (vedi nostro articolo precedente). Ebbene è nata fra noi una discussione che dopo una riunione si è protratta in mailing list e di cui credi sia giusto riportare l’intervento di Marco Crobu. [Le linee contrassegnate con > sono risposte o affermazioni cui Marco risponde]

Porta ad una persona di livello 0 un pc che non va, che si impala ogni 2 secondi, ma tutto colorato e pieno di cianfrusaglie e sarà felice!!! Ovvero: la cosa importante per la massa è l’apparenza!

> Be non penso che le persone vogliano avere un pc che si impalla ma bello, perchè se si impalla sempre come fa ad esser bello?

Perché? Perché: 1) è tutto colorato! 2) si muove tutto!! 3) ce lo hanno anche gli altri!!! 4) posso vedere Facebook!!!! 5) Non devo sentire termini come “installare”, “compilare” o “firewall”!!!!!

Note:
1) gli effetti che si hanno con Compiz surclassano di gran lunga quelli di Windows standard! Cmq gli effettini grafici durano circa 3 settimane: il tempo di renderti conto che usano un sacco di CPU inutilmente e che non servono a nulla (quelli di Windows durano per sempre ed è molto più difficile eliminarli)
2) Il fatto che si muova tutto non è un grande effetto positivo, in particolare per chi soffre il mar di mare
3) lo hanno anche gli altri perché tutti videogiocano e nessuno sa usaril pc in maniera seria
4) Anche con Linux puoi vedere Facebook
5) Il termine “installare” si usa anche su Windows; solo che il soggetto che installa di solito è uno che è un po’più esperto dell’utilizzatore finale. Il firewall su Windows XP (versioni iniziali) e precedenti manco esisteva di default e si beccava qualsiasi worm (che è un particolare tipo di virus)!

Ok, i motivi non sono questi. Allora qual è il vero motivo?? Molto semplice: la monotonia e l’ignoranza!
Se tu inizi con un certo sistema operativo hai difficoltà a cambiarlo! Poi se usi lo stesso sistema sul lavoro pensi: “se lo uso sul lavoro vuol dire che è buono!”. Infine è difficile andare ad informarsi
sull’esistenza di sistemi operativi differenti da Windows: noi critichiamo sempre Windows, ma in fondo il suo sporco lavoro lo fa! A molte persone interessa solo poter fare le cose più banali col proprio pc.
Non interessa nulla sul fatto di imparare cose nuove (o quantomeno allo studio preferiscono videogiocare). “Scoprire” Linux non è una cosa semplice, a meno di aver qualcuno dietro che ti aiuta, come i propri genitori, gli amici o il nostro gruppo!

> E poi da quello che ho potuto constatare in questi pochi giorni con ubuntu è che non ha nulla da invidiare alla grafica di Windows!!!!

In verità qualcosa manca: coloro che sviluppano i driver (cioè quei programmini che fanno andare le periferiche sul pc) realizzano software solo per Windows (per gli stessi motivi di sopra, oltre al fatto che a loro sviluppare per più di un Sistema operativo costa soldi). Per cui le persone preferiscono Windows.

In verità in verità le persone manco scelgono!! Si trovano già con Windows Vista a bordo e, per i soliti motivi di prima, non cambiano nulla.

Per cui l’ignoranza, l’accidia delle persone e una buona dose di illegalità della Micro$oft (come per la vicenda di Internet Explorer) rende le persone felici di avere certi sistemi operativi sul loro pc!

mag 04

news_fee7f48ff3c9d351Nonostante il rischio di uno scontro legale per alcuni brevetti tra Microsoft e TomTom si sia recentemente risolto con un accordo tra le parti, un gruppo di sostenitori dei sistemi Linux si è da poco attivato per scongiurare una nuova azione legale questa volta nei confronti del pinguino. Nella vicenda legale con TomTom era infatti emersa la presunta violazione di tre brevetti Microsoft da parte di alcune soluzioni software adottate anche nel Kernel di Linux. Uno sviluppo inatteso che aveva destato non poche preoccupazioni.

A distanza di alcune settimane dal raggiunto accordo tra Microsoft e TomTom, Open Invention Network (OIN) ha rilasciato un appello invitando gli appassionati della comunità open source a esaminare attentamente i tre brevetti in questione al fine di trovare eventuali precedenti utili per mettere in discussione la proprietà dei brevetti da parte di Redmond. OIN mira a identificare istruzioni e indicazioni analoghe a quelle presenti nella documentazione fornita da Microsoft, ma precedenti alla data di registrazione dei tre brevetti. Ciò consentirebbe di liberare le soluzioni tecnologiche in oggetto dai problemi legati alle royalty e da una potenziale iniziativa legale da parte della società di Steve Ballmer.

I tre brevetti in questione interessano: la gestione della lunghezza dei nomi dei file sia per i filename lunghi che per i filename corti, la riduzione di alcuni problemi di compatibilità nei filesystem FAT e la gestione delle memorie flash-EProm. I brevetti in questione sono esattamente i numeri 5.579.517, 5.758.352 e 6.256.642. Al tempo dell’accordo con TomTom, Horacio Gutierrez, consigliere generale per la proprietà intellettuale di Microsoft, aveva utilizzato parole accomodanti nei confronti della comunità Linux sottolineando però come anche il settore dell’open source sia tenuto a rispettare le regole del mercato e dunque anche il sistema dei brevetti e delle royalty. Resta infatti il timore che BigM possa riprovarci, prima o poi: l’ufficio legale di Redmond si è dichiarato piuttosto certo della robustezza delle sue argomentazioni legali, anche se non si è ancora espresso riguardo questo caso, argomentazioni che invece ora ONI spera di riuscire a smantellare.
Lo scopo, tramite la collaborazione degli utenti, è l’individuazione della cosiddetta “prior art”: occorre dimostrare che i tre brevetti e le tecnologie a cui fanno riferimento fossero allo stato dell’arte, cioè esistessero già, prima della richiesta di Microsoft di assicurarsene lo sfruttamento esclusivo

«L’opera di verifica svolta dal portale Linux Defenders offre un’opportunità unica per testimoniare il sapere condiviso, la passione e l’ingegnosità della comunità Linux nell’esplorare al meglio la validità dei brevetti oggetto della recente azione legale contro TomTom. Incoraggio l’attiva partecipazione di tutta la comunità Linux affinché anche le altre società alla ricerca di nuove implementazioni per Linux possano essere meglio informate sulle caratteristiche di questi brevetti» ha dichiarato in un comunicato Keith Bergelt, CEO di Open Invention Network.

La nuova iniziativa di ONI/OIN mira a sgombrare rapidamente il campo da possibili iniziative da parte di Microsoft per tutelare i suoi tre brevetti. L’opera di difesa passa attraverso “Post Issue Peer to Peer Patent”, il portale concepito per revisionare in maniera condivisa i brevetti e scovare la presenza di eventuali richieste di royalty ingiustificate da parte delle società. Grazie al contributo dei tanti utenti che utilizzano il servizio, i responsabili di OIN confidano di giungere presto a una soluzione in grado di mettere al riparo i sistemi Linux e i progetti per il loro futuro sviluppo.

Fonte: Webnews.it, Punto Informatico